La pinacoteca di Brera

BreraLa Pinacoteca di Brera, a Milano, ha sede presso un palazzo tardo-barocco sorto nel luogo dove nel 1200 sorgeva il convento degli Umiliati, ordine religioso che durante lo sviluppo industriale del XII - XIII secolo propendevano per il ritorno ad una vita semplice e frugale.

Nella stessa area essi costruirono la Chiesa di Santa Maria in Brera, completata nel 1347. Nel 1571 papa Pio V Ghisleri abolì l'ordine e la proprietà del convento passò ai gesuiti con l'intento di trasformarlo in un collegio. Così fu sino al 1773 quando la struttura passando sotto il demanio austriaco, insieme all'Osservatorio Astronomico, l'Orto Botanico e la Biblioteca, divenne dopo tre anni sede dell'Accademia di Belle Arti e della Società Patriottica.

BreraA seguito poi dell'incoronazione di Napoleone come re d'Italia si evidenziò la necessità di incrementare il lustro della dell'Accademia e si posero le basi per la nascita della Pinacoteca.

Giuseppe Bossi, segretario dell'Accademia, nel 1801 iniziò l'organizzazione di una galleria di quadri mentre Andrea Appiani fece sì che le opere d'arte provenienti dai conventi soppressi dal nuovo regime confluissero a Brera, tanto da rendere necessaria la creazione di nuovi spazi per la conservazione delle opere: fu individuata a tale scopo l'antica Chiesa degli Umiliati che venne suddivisa in sale e la cui facciata in stile gotico venne purtroppo demolita per acquistare spazio.

Il primo allestimento delle raccolte nella galleria risale al 1806 e comprendeva opere del calibro dello Sposalizio della Vergine di Raffaello e della Madonna con Bambino di Giovanni Bellini.

Tre anni più tardi vennero inaugurate le sale ricavate dalla Chiesa degli Umiliati e già la collezione della pinacoteca contava 139 dipinti fra cui il San Gerolamo di Tiziano, la Crocifissione di Bramantino, la Predica di San Marco di Gentile e Giovanni Bellini. La crescita della collezione conobbe anni di incredibile rapidità (nel 1813 si contavano già 889 capolavori) fino alla caduta di Napoleone per poi rallentare, senza però mai fermarsi grazie ad acquisti e lasciti.

BreraSolo nel 1882 la Pinacoteca acquisì una propria identità, separandosi dall'Accademia di Belle Arti, acquisendo una direzione autonoma ed aprendo definitivamente al pubblico.

Il primo direttore, Giuseppe Bertini, affiancato dal restauratore Luigi Caveneghi e dallo storico dell'arte Giovanni Morelli, riordinò la collezione e riportò a Brera grandi capolavori come Il Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto.

La politica di continua crescita della collezione e di miglioramento degli spazi espositivi fu continuata da Corrado Ricci (dal 1898 al 1903) ed in seguito da Francesco Malaguzzi Valeri (1903-1908) e poi da Ettore Modigliani che razionalizzò la sezione dei pittori ottocenteschi e accolse nelle sale dipinti di Tiepolo, Pietro Longhi, Canaletto e Jacopo Bellini.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l'allora direttrice Fernanda Wittgens fece mettere prudentemente al sicuro le opere della Pinacoteca che, infatti, subì serissimi danni a seguito dei bombardamenti sulla città,del 1943 (crollo delle volte in trenta delle trentotto sale).

La Pinacoteca iniziò la lenta rinascita dalle sue rovine nel febbraio 1946 su progetto dell'architetto Piero Portaluppi e della soprintendente Fernanda Wittgens: un allestimento elaborato e studiato nei dettagli delle ambientazioni che venne inaugurato nel 1950.

Dagli anni '70 fino ai giorni nostri la storia della Pinacoteca ha conosciuto momenti di grande vivacità culturale e splendore alternati a periodi di crisi: sotto la direzione di Franco Ruspoli la Pinacoteca venne persino polemicamente chiusa per denunciare la mancanza di fondi necessari alla sua manutenzione e di spazi per ospitare degnamente le preziose opere. Spettò al suo successore, Carlo Bertelli riaprire le sale ampliando la struttura utilizzando gli spazi di quello che fu l'appartamento dell'astronomo. Nonostante la scarsità degli spazi negli anni '80 la Pinacoteca venne attrezzato con un bookshop ed una caffetteria che, in quegli anni, la ponevano all'avanguardia per i servizi fra le strutture museali italiane.

Proseguono intanto sino al 1996 le vicende legate all'ampliamento ed alla riorganizzazione degli spazi, affidati all'architetto Vittorio Gregotti, che rinnova le sale napoleoniche, la sala dei polittici marchigiani e le piccole sale che si trovano a fianco della galleria iniziale.

Nel contempo giungono in Pinacoteca dipinti recuperati dopo depositi presso altre strutture e nuove acquisizioni: Venere e Cupido di Simone Peterzano, la Crocifissione di Gentile da Fabriano, la Fiumana di Pellizza da Volpedo.

Il 15 agosto 2009 la Pinacoteca di Brera ha festeggiato il bicentenario dell'inaugurazione in cui Pinacoteca del Palazzo Reale delle Scienze e delle Arti fu aperta ufficialmente al pubblico con una giornata ricca di appuntamenti come visite guidate, laboratori per bambini, concerti di musica classica e proiezione di film documento.

Modifiche, migliorie, riorganizzazioni, ampliamenti e rinnovamenti non si sono mai arrestati e proseguono a tutt'oggi; ancora non tutto il patrimonio della Pinacoteca può essere esposto contemporaneamente al pubblico e per questo vengono allestite ogni trimestre mostre della serie “Brera mai vista”, cioè la presentazione di uno o due dipinti poco noti e di volta in volta raccontati in piccoli libretti.

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